Nel contesto del secondo incontro del progetto Ai4D, le e i partecipanti si sono confrontati sull’urgente necessità di tradurre le idee di governance e adattamento urbano in proposte concrete per il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC). L’incontro ha rappresentato un’occasione per testare metodologie partecipative innovative e per mappare le barriere culturali e demografiche che ostacolano l’efficacia delle politiche ambientali nel nostro Paese. Di seguito, il report di ciò che è emerso dal dialogo.
Cos’è il progetto Ai4D e quale ruolo gioca la tecnologia Dembrane in questo percorso?
Il progetto persegue un duplice obiettivo: da un lato, raccogliere contributi concreti e strutturati per influenzare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici; dall’altro, testare tecnologie innovative per la partecipazione online che garantiscano elevati standard di sicurezza e privacy. A questo scopo viene utilizzata Dembrane, una piattaforma open source sviluppata da una startup olandese che archivia i dati in Europa rispettando rigidi parametri etici e nel rispetto della normativa sulla privacy. Il punto di forza di Dembrane consiste nella sua capacità di registrare e organizzare i contributi in tempo reale, generando report quasi immediati e integrando i flussi di lavoro di diversi tavoli tematici in un’unica infrastruttura condivisa. Nonostante lo strumento presenti ancora alcune farraginosità e l’interfaccia sia parzialmente in lingua inglese, l’uso dell’intelligenza artificiale integrata permette di elaborare e sintetizzare le proposte dei partecipanti.
Quali sono le proposte principali emerse per collegare il mondo della scuola all’azione climatica locale?
Una delle proposte più concrete riguarda l’introduzione sistematica dell’educazione al cambiamento climatico nelle scuole e nelle università. Tuttavia, l’idea chiave non si limita alla sola sensibilizzazione teorica, ma punta su un’attivazione diretta attraverso il monitoraggio ambientale. Gli studenti potrebbero essere formati per raccogliere dati sul territorio e, successivamente, utilizzare queste informazioni per elaborare proposte di modifica concrete da presentare direttamente ai propri Consigli Comunali. Questo approccio non solo educa le nuove generazioni, ma fornisce loro strumenti di cittadinanza attiva per incidere sulle decisioni delle amministrazioni locali.
In che modo i patti di collaborazione possono favorire l’adattamento urbano?
I patti di collaborazione sono stati identificati come uno strumento amministrativo e sociale fondamentale. Essi permettono a cittadini e cittadine di coalizzarsi per prendersi cura dei beni comuni urbani, indirizzando gli sforzi verso azioni mirate di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici (come la gestione del verde pubblico o la rigenerazione di aree vulnerabili). Questo modello valorizza la sussidiarietà orizzontale, trasformando i residenti da semplici fruitori passivi a custodi attivi del territorio.
Qual è la principale barriera demografica individuata nel processo di sensibilizzazione e come si pensa di superarla?
Se da un lato le e i giovani mostrano già una spiccata sensibilità verso la crisi climatica, la vera sfida risiede nel coinvolgimento della popolazione adulta. In un Paese caratterizzato da un forte invecchiamento demografico, gli adulti rappresentano la maggioranza dell’elettorato e, di conseguenza, la principale fonte di consenso per la politica. Senza una loro reale sensibilizzazione, è difficile che la politica locale investa in misure di adattamento a lungo termine, che spesso richiedono sacrifici immediati a fronte di benefici futuri. Per raggiungere questa fascia di popolazione, è necessario mappare e utilizzare gli spazi fisici e digitali che essa già frequenta abitualmente, come i centri civici, le parrocchie e le associazioni di categoria, traducendo i rischi climatici in informazioni vicine alla loro quotidianità. In questo modo si spera sia possibile costruire il consenso necessario per politiche ambientali di lungo respiro.
Quali sono i prossimi passi per tradurre questi spunti di riflessione in azioni concrete all’interno del PNACC?
Il gruppo ha discusso le proposte emerse dai contributi individuali asincroni riassunti in questo report (clicca qui). Per continuare ad elaborare le raccomandazioni chiediamo di partecipare con nuovi contributi asincroni sulla piattaforma Dembrane rispondendo a domande di approfondimenti che hanno lo scopo di dare maggiori dettagli sulle azioni di cui abbiamo parlato durante gli incontri.
Lascia il tuo contributo prima del terzo incontro!
Prima del prossimo incontro ti chiediamo di lasciare il contributo sui temi di cui abbiamo discusso nel secondo appuntamento. Farlo è molto semplice e puoi seguire queste indicazioni:

Per prima cosa accedi alla piattaforma Dembrane cliccando su questo tasto
oppure inquadrando questo QR Code con la telecamera del telefono

A questo punto scegli uno o più argomenti su cui vuoi dare il tuo contributo asincrono rispondendo alla domanda di approfondimento. Ricordati solo di mettere il titolo del tema nel campo “session name” quando fai l’accesso.
Di seguito trovi le proposte tra cui scegliere, mentre in fondo alla pagina puoi trovare la guida all’utilizzo della Piattaforma Dembrane.
Dieci proposte per migliorare il PNACC e le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici
1 – Rifugi climatici e oasi di solidarietà nei quartieri
- Descrizione della proposta: Trasformare i luoghi che frequentiamo tutti i giorni – come scuole, parchi pubblici, biblioteche e centri anziani – in spazi freschi e sicuri durante le ondate di calore. L’idea è quella di creare dei veri e propri “rifugi” contro il caldo estremo, che servano anche come punti di incontro per aiutarsi a vicenda, soprattutto per combattere l’isolamento delle persone più fragili e degli anziani.
- Domanda di approfondimento: “Quali sono i primi tre luoghi pubblici del vostro quartiere (es. una specifica scuola, una biblioteca, un parco) che vedreste bene come ‘rifugi climatici’ e quali servizi minimi non dovrebbero assolutamente mancare al loro interno per ospitare le persone più fragili?”
2- Riconquista del verde e addio all’asfalto (De-impermeabilizzazione)
- Descrizione della proposta: Liberare il terreno dall’asfalto e dal cemento ovunque sia possibile. Si propone di piantare alberi in modo diffuso, creare corridoi verdi tra le case e persino trasformare i parcheggi asfaltati in aree verdi, giardini o spazi per l’energia pulita. Questo serve sia a rinfrescare le città (contrastando l’effetto “forno” dell’asfalto) sia a far assorbire l’acqua piovana in sicurezza, evitando allagamenti.
- Domanda di approfondimento: “Quando parliamo di togliere l’asfalto per fare spazio al verde, una delle preoccupazioni più grandi è la manutenzione futura e la mancanza di acqua per bagnare le piante. Secondo voi, come si potrebbe gestire la cura di questi nuovi spazi verdi senza pesare troppo sulle casse del Comune?”
3 – Fontane e aree di refrigerio immediato
- Descrizione della proposta: Accanto ai progetti a lungo termine come la crescita di nuovi boschi, servono soluzioni pronte e subito utilizzabili dai cittadini durante l’estate. La proposta è di creare capillarmente aree di sosta fresche e ripristinare o installare nuove fontane pubbliche di acqua potabile per dare sollievo immediato a chi si sposta a piedi in città.
- Domanda di approfondimento: In che modo i Comuni possono pianificare e gestire l’installazione di queste aree di refrigerio e fontane in tempi rapidi, e come possiamo coinvolgere attivamente i cittadini e le realtà locali nella loro cura e tutela come beni comuni urbani?
4 – Scuole come motori di educazione civica e ambientale
- Descrizione della proposta: Portare l’educazione al cambiamento climatico direttamente nelle scuole e nelle università. L’obiettivo non è solo insegnare la teoria, ma usare i dati scientifici e i monitoraggi del territorio per fare attività pratica. In questo modo i giovani imparano a prendersi cura del proprio quartiere e si creano cittadini più consapevoli e attivi.
- Domanda di approfondimento: “In che modo gli studenti potrebbero utilizzare i dati del monitoraggio ambientale della scuola per proporre modifiche concrete direttamente al Sindaco o al Consiglio Comunale?”
5 – Patti di collaborazione tra cittadini, associazioni e Comuni
- Descrizione della proposta: Permettere ai cittadini, ai comitati di quartiere e alle associazioni locali di collaborare direttamente con i Comuni per la cura e la gestione delle aree verdi e degli spazi pubblici. Tra le proposte c’è anche il coinvolgimento attivo dei pensionati come risorsa preziosa per la comunità.
- Domanda di approfondimento: Per facilitare la partecipazione dei cittadini e dei pensionati attivi, quale “scambio” o riconoscimento potrebbe offrire il Comune (es. sconti sui trasporti, ingressi gratuiti ai musei o supporto con attrezzature gratuite)?
6 – Aiuti economici e tecnici ai piccoli Comuni
- Descrizione della proposta: I piccoli paesi spesso non hanno i fondi, i tecnici o le competenze per progettare opere contro il cambiamento climatico. Si propone che le Regioni, le Province e le agenzie scientifiche (come ARPA e ISPRA) offrano un supporto tecnico concreto e continuo ai piccoli Comuni per aiutarli a realizzare e monitorare i progetti.
- Domanda di approfondimento: “Per evitare che i piccoli Comuni debbano sempre rincorrere bandi difficili da vincere, quale strumento di supporto permanente da parte di Regioni o ARPA riterreste più urgente (es. un consulente ambientale fisso in condivisione tra più paesi)?
7 – Premi alle imprese che rispettano l’ambiente
- Descrizione della proposta: Dare vantaggi concreti (come meno burocrazia, sconti sulle tasse o prestiti più facili) alle aziende che fanno interventi reali e misurabili sul territorio, come ridurre il consumo di acqua o togliere il cemento dai loro spazi. Questi aiuti devono essere legati a risultati scientifici precisi per evitare operazioni di sola facciata.
- Domanda di approfondimento: “Secondo voi, quali criteri chiari e facili da controllare dovrebbe usare il Comune per decidere se un’impresa merita davvero un premio o una riduzione delle tasse, evitando così il rischio che si tratti solo di pubblicità ingannevole (greenwashing)?
8 – Una “scuderia” di scienziati indipendenti contro la politica a breve termine
- Descrizione della proposta: Spesso i progetti ambientali richiedono molti anni per essere realizzati, mentre la politica tende a cambiare idea ad ogni elezione. La proposta è di creare autorità scientifiche indipendenti che abbiano il compito di proteggere e portare avanti i piani per il clima nel lungo periodo, indipendentemente da chi vince le elezioni.
- Domanda di approfondimento: Come possiamo fare in modo che i cittadini conoscano e si fidino del lavoro di questa autorità scientifica indipendente, così da difenderne le scelte anche quando sono impopolari o richiedono sacrifici nell’immediato?
9 – Strumenti per la sensibilizzazione e il coinvolgimento della popolazione adulta
- Descrizione della proposta: Le scuole e le università sono canali consolidati per raggiungere i giovani, ma non intercettano la popolazione adulta o anziana. Senza canali dedicati a queste fasce d’età, rischiamo di non creare quella massa critica di cittadini informati che può chiedere e sostenere riforme strutturali e investimenti di lungo periodo
- Domanda di approfondimento: Quali spazi fisici o digitali già frequentati dalla popolazione adulta (es. centri civici, parrocchie, associazioni di categoria, piattaforme di servizi comunali) potrebbero essere utilizzati per fare informazione e co-progettazione sui rischi climatici locali?
10 – Promuovere politiche di lungo termine che vadano oltre l’utilità immediata basate su una narrazione diversa della crisi climatica
- Descrizione della proposta: Per affrontare il tema dei cambiamenti climatici occorrono politiche che guardino al futuro e non all’immediato ritorno in termini di voti elettorali. Per creare consenso intorno a queste politiche serve una narrazione diversa della crisi climatica.
- Domanda di approfondimento: Quali meccanismi strumenti di governance possiamo proporre per blindare i piani di adattamento climatico dai cambi di amministrazione? Attraverso quali canali si può costruire una narrazione diversa sui temi dell’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici per creare maggiore consenso a queste politiche?


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