Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) è un documento programmatico nazionale che definisce il quadro di riferimento per la riduzione degli impatti del cambiamento climatico attuale ed atteso. Il PNACC ha l’obiettivo di orientare l’azione pubblica per ridurre al minimo possibile i rischi climatici, a migliorare la capacità di adattamento dei sistemi socioeconomici e naturali, nonchè a trarre vantaggio dalle eventuali opportunità che si possono presentare con nuove condizioni climatiche.
Per raggiungere il proprio scopo principale il PNACC stabilisce quattro direttrici fondamentali:
- contenimento delle condizioni di vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali ed economici di fronti agli effetti dei cambiamenti climatici;
- incremento della capacità di affrontare eventi futuri, rafforzando l’abilità di anticipare, gestire e recuperare dagli eventi estremi;
- esplorazione dei potenziali vantaggi derivanti dal cambiamento climatico;
- coordinamento delle azioni di adattamento al cambiamento climatico con lo scopo che siano integrate a tutti i livelli di governo.
Il PNACC è stato approvato dal Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023, come strumento di attuazione della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNACC) del 2015. Nel dicembre 2025 è stato istituito l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, una delle prime misure previste dal PNACC. Sul sito del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (MASE) sono pubblicati cinque documenti che vanno a comporre il quadro complessivo del PNACC:
- il documento del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici
- l’allegato I con le metodologie per la definizione di strategie e piani regionali di adattamento
- l’allegato II con le metodologie per la definizione di strategie e piani locali
- l’allegato III con gli impatti e le vulnerabilità settoriali
- l’allegato IV con il database delle azioni
Perché è importante il PNACC
L’Italia è particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico: aumento delle temperature, ondate di calore, siccità, piogge intense, alluvioni, erosione costiera, crisi idriche, perdita di biodiversità e impatti su salute, infrastrutture, agricoltura, turismo ed economia. Il PNACC nasce per affrontare questi aspetti ed evitare che le azioni di adattamento restino frammentate tra settori e livelli di governo. Il PNACC dovrebbe aiutare a conoscere meglio i rischi, coordinare le decisioni, integrare l’adattamento nei piani esistenti e monitorare i risultati.
Cosa prevede il PNACC
Il Piano opera su due livelli: uno sistemico con cui costruisce le condizioni per far funzionare le azioni di adattamento e uno di indirizzo con cui fornisce una cornice di indirizzo per tutti gli attori coinvolti. A livello sistemico prevede una governance nazionale e forme di coordinamento tra livelli di governo, piani esistenti e rafforzamento delle conoscenze scientifiche. A livello di indirizzo, invece, indica metodologie e possibili azioni da usare nella pianificazione territoriale e settoriale.
Il documento del Piano è articolato in sei parti:
- quadro giuridico,
- quadro climatico nazionale,
- impatti e vulnerabilità settoriali,
- misure e azioni,
- finanziamento dell’adattamento,
- governance.
A questi si aggiungono degli allegati dedicati alle metodologie per piani regionali e locali, agli impatti e vulnerabilità settoriali e al database delle azioni di adattamento.
La Governance del PNACC
Il cuore del PNACC è la governance per l’adattamento ai cambiamenti climatici, con l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici viene istituito un organismo pensato per coordinare il processo di adattamento attraverso tre componenti principali: 1. il Comitato, 2. la Segreteria Tecnica, 3. Il Forum.
Il Comitato è l’organo collegiale di indirizzo composto dai rappresentati dei principali Ministeri e dei Governi regionali e locali, mentre la Segreteria tecnica fornisce il necessario supporto tecnico-scientifico. Il Forum è invece lo spazio dedicato al dialogo, al confronto e al coinvolgimento di tutti i portatori di interesse. Attraverso il Forum, associazioni ambientaliste, rappresentanti del settore privato, mondo della ricerca e organizzazioni della società civile possono partecipare attivamente al processo, portare le proprie istanze, condividere conoscenze e contribuire con proposte concrete.
| Gli attori coinvolti nel PNACC | |
|---|---|
| Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica | Guida del Piano e istituzione della governance |
| Altri Ministeri | Integrazione dell’adattamento nelle politiche di competenza |
| Osservatorio nazionale | Coordinamento, coinvolgimento società civile, aggiornamento, monitoraggio, individuazione priorità e fonti finanziarie attraverso il Comitato, la Segreteria e il Forum |
| Regioni e Province autonome | Pianificazione e attuazione territoriale |
| Comuni e ANCI | Attuazione locale e integrazione nei piani urbani e territoriali |
Le risorse e gli strumenti finanziari previsti dal Piano
Per l’attuazione del Piano non è stato previsto un fondo dedicato ma si è optato per il cosiddetto “mainstreaming finanziario” secondo cui si intende utilizzare e coordinare fondi europei, nazionali e regionali già esistenti affinché siano orientati anche ad azioni di adattamento. Il compito di indicare possibili fonti di finanziamento spetta all’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Monitoraggio, reporting e valutazione
Il PNACC prevede un sistema di monitoraggio, reporting e valutazione. Attraverso il monitoraggio si controlla lo stato di avanzamento delle politiche e delle iniziative di adattamento, mentre con la valutazione si cerca di verificare l’efficacia delle azioni, gli effetti prodotti ed eventuali risultati inattesi. L’attività di reporting consistono nella documentazione e comunicazione dei risultati raggiunti. Dopo l’approvazione del Piano è previsto un rapporto di monitoraggio con cadenza triennale. Queste attività sono funzionali all’aggiornamento periodico del Piano che è previsto ogni sei anni.


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